Abstract
L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando la diagnosi del melanoma attraverso le reti neurali convoluzionali (CNN), raggiungendo un’accuratezza paragonabile, e talvolta superiore, a quella dei dermatologi esperti. Studi prospettici e revisioni sistematiche evidenziano i benefici dell’Intelligenza Aumentata, che combina l’output algoritmico con il giudizio clinico per migliorare sensibilità e specificità. Tuttavia, persistono importanti limitazioni, tra cui bias nei dataset, scarsa rappresentazione dei fototipi cutanei più scuri e insufficiente validazione esterna. Restano inoltre cruciali le questioni etiche, regolatorie e legate alla fiducia. Nel complesso, l’IA rappresenta uno strumento di supporto promettente in dermatologia, ma richiede trasparenza, una solida validazione clinica e la supervisione di specialisti per garantire un’integrazione sicura e responsabile nella pratica clinica.
