Parole chiave

Sodium
Potassium
Urinary excretion
Na/K ratio
urinary sodium- to-potassium ratio
V. 4 N. 7-8 (2026)
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Abstract

Introduzione: Il rapporto sodio/potassio (Na/K) urinario rappresenta un indicatore sia dell’apporto nutrizionale di entrambi gli elettroliti che del rischio cardiovascolare. Il sesso e l’età lo influenzano.

Obiettivi: valutare il consumo di sodio e potassio nella popolazione ticinese tramite escrezione urinaria e confrontarlo con la letteratura e le raccomandazioni OMS.

Metodi: Sono stati valutati 1.037 soggetti adulti (567 donne e 470 uomini), confrontando sodiuria, potassiuria e rapporto sodio/potassio tra i sessi per poi procedere con correlazione lineari e regressioni lineari multiple per valutare l’associazione tra rapporto sodio/potassio, sesso, età e BMI.

Risultati: Le donne presentavano valori inferiori di sodiuria (7,2 ± 3,0 g NaCl/die) rispetto agli uomini (9,5 ± 3,4 g NaCl/die), nonché una potassiuria inferiore (2,2 ± 0,8 vs 2,7 ± 0,9 g/die; p < 0,001 per entrambe). Anche il rapporto sodio/potassio risultava inferiore nelle donne (2,29 ± 0,96 vs 2,53 ± 1,35; p = 0,001). All'analisi multivariata, il sesso maschile risultava indipendentemente associato a un maggiore rapporto sodio/potassio (β = 0,221; p = 0,003), mentre il BMI non mostrava un'associazione significativa. I valori medi di escrezione urinaria di sodio superavano le raccomandazioni dell'OMS (<5 g NaCl/die) in entrambi i sessi. Per quanto riguarda il potassio, i valori medi (2,2 g/die nelle donne e 2,7 g/die negli uomini) risultavano inferiori a quanto raccomandato dall'OMS (≥3,5 g/die).

Conclusioni: Il consumo di sodio e potassio della popolazione ticinese si colloca rispettivamente al di sopra e al di sotto delle raccomandazioni OMS, ma in linea con la letteratura svizzera ed europea. Il rapporto sodio/potassio risulta conseguentemente elevato, con potenziali implicazioni cardiovascolari. Il sesso maschile è indipendentemente associato a valori più elevati, verosimilmente per il maggiore introito calorico, sebbene differenze nelle scelte alimentari non possano essere escluse. Questi dati supportano la necessità di promuovere in modo ancora più deciso una dieta prevalentemente a base di alimenti freschi (ricchi di potassio) a sfavore di quelli preconfezionati (ricchi di sodio).

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